Dopo quanto accaduto stamane a Brindisi, siamo ancora in quella terra di mezzo che sta tra lo sgomento e la rabbia, da un lato, e le domande su movente e mandanti dall’altro. Vedere il volto di una ragazza di sedici anni, solare come potrebbero e dovrebbero essere tutte le giovani vite, malgrado quello che ci accade quotidianamente e le profonde incertezze che ci avvolgono, sapere che quel sorriso è stato spento per sempre, e il modo in cui ciò è avvenuto, è qualcosa che ti scava dentro una voragine. Ma la secondo reazione ed il secondo stato d’animo è l’insofferenza per tutte queste dichiarazioni, “analisi”, ricostruzioni di qualcosa che si sta faticosamente cercando di mettere a fuoco, nella sua disumanità.
- Settimana tesissima, in Eurozona. L’eventuale uscita della Grecia dall’euro avrebbe conseguenze cataclismiche, ma i nani italiani riescono comunque a ragliare il peggio di sé e farsi cogliere da una crisi di nervi per un non-evento;
- …anche se non sempre le agenzie di rating sono state così impopolari;
- Attendendo il “referendum” del 17 giugno, la Grecia continua la discesa agli inferi, tra bollette e ricette;
- Quanto Atene può nuocere, non solo a noi, come potremmo difenderci. Ne abbiamo discusso con Oscar;
- Mayday!
- La Spagna e le sue banche sull’orlo del baratro, ma il delirio non si interrompe;
- La liquidità viene meno, il credit crunch incapretta il paese. Ma alla base di tutto resta l’austerità, non dimenticatelo. E lo spread non ha alcuna valenza morale;
- Nel frattempo, qualche “uomo nuovo” della politica italiana confonde conto economico e posizione finanziaria. Guai in attesa di accadere;
- Mentre in Padania si tenta l’esperimento del partito disabitato;
- La bolla chiamata Facebook va in quotazione;
- Jamie Dimon: onnipotente ed inconsapevole?
Questa sera, nel corso dell’edizione del Tg3 delle 19, l’inestinguibile Giovanna Botteri ci ha informati che, dopo l’avvio delle contrattazioni azionarie,
“Il titolo Facebook ha già perso i guadagni di ieri“
Il che, considerato che oggi è il primo giorno di quotazione di Facebook (sul Nasdaq, per i più pignoli tra voi), è certamente inquietante. Continua ad esserci grossa crisi. Il Pulitzer può attendere.
Gross: Go #Facebook! I don’t know how to use it but I know a Bubble when I see one!!!
— PIMCO (@PIMCO) May 18, 2012





